Dati e fiducia

AI e i dati della tua azienda: dove vanno e cosa resta da te

È la domanda che mi fanno prima di tutte le altre, e ha senso: se do i miei documenti a un’intelligenza artificiale, dove finiscono? Qui non trovi un trattato giuridico. Trovo il modo di dirti, in prima persona e in concreto, come tratto i tuoi dati quando costruisco uno strumento per te.

Risposta breve

Nei progetti reali uso le API a pagamento dei modelli, che non usano i tuoi dati per l’addestramento e non li conservano oltre il necessario (retention zero dove il fornitore la offre, altrimenti pochi giorni ai soli fini anti-abuso). Per i dati sensibili elaboro in locale, così non escono dall’azienda. Le demo di questo sito girano solo nel tuo browser e non salvano nulla. Sui casi delicati l’invio resta sempre un’azione umana.

  • Nessun addestramento sui tuoi dati; conservazione minima (retention zero dove disponibile, altrimenti pochi giorni anti-abuso).
  • Dati sensibili: elaborazione in locale, non escono dall’azienda.
  • Demo nel browser: niente rete, niente salvataggi.
  • Verifica umana prima dell’invio sui casi delicati.

Non sono un avvocato né un DPO: questa pagina spiega la mia pratica tecnica, non è consulenza legale. Per le valutazioni formali ti appoggi al tuo consulente privacy.

La paura è legittima: «i miei dati finiscono ad addestrare un modello?»

Partiamo dal timore più diffuso, quello che senti dai colleghi e leggi sui giornali: metto un preventivo o l’anagrafica di un cliente dentro ChatGPT, e domani quei dati diventano parte del modello, magari escono a qualcun altro. È una preoccupazione sana, e nasce da un fatto vero: la versione web gratuita di ChatGPT, per impostazione predefinita, può usare le tue conversazioni per addestrare il modello. Se incolli lì i dati dei clienti senza pensarci, la paura è fondata.

Il punto è che quella non è l’unica strada, e non è quella che uso io per i tuoi progetti. La versione web consumer e le API a pagamento dei fornitori sono due mondi diversi, con regole diverse su cosa succede ai dati. Costruire uno strumento serio significa proprio scegliere il canale giusto e chiuderlo bene.

Come lavoro in pratica

Non ti chiedo di fidarti sulla parola. Ti spiego le quattro cose che faccio, così puoi controllarle con il tuo consulente.

  • Nessun training sui tuoi dati, conservazione minima. Quando serve un modello nel cloud, uso le API a pagamento (OpenAI, Anthropic e simili). Per contratto questi fornitori non usano i dati inviati via API per addestrare i loro modelli, e li tengono in retention zero o per pochi giorni ai soli fini anti-abuso. I tuoi dati passano, vengono elaborati, non restano.
  • Elaborazione locale o on-premise quando i dati sono sensibili. Se parliamo di documenti fiscali, dati sanitari, atti notarili o anagrafiche delicate, posso far girare l’elaborazione in locale o su un ambiente controllato. In quel caso i dati non escono dalla tua azienda: non passano nemmeno da un’API esterna.
  • So dire cosa NON deve uscire. Prima di costruire, guardiamo insieme quali campi sono davvero necessari all’AI e quali no. Un codice fiscale, un IBAN, un nome intero spesso non servono per far funzionare lo strumento: si possono togliere o mascherare prima dell’invio. Meno dati escono, meno rischio corri.
  • Verifica umana sui casi delicati. Nei flussi che consegno, l’AI prepara la bozza — una risposta, un preventivo, un sollecito — ma l’invio resta un’azione tua. Su ciò che è delicato, una persona legge e conferma prima che parta.

Dove girano i dati, in una tabella

Perché sia chiaro senza giri di parole, ecco la differenza tra le demo di questo sito e i progetti reali.

Contesto Dove girano i dati Cosa viene conservato
Le demo di questo sito (/strumenti/) Solo nel tuo browser, sul tuo dispositivo. Niente rete. Nulla. Non arriva a me, non viene salvato.
Progetto reale — dati ordinari API a pagamento, senza training sui tuoi dati. Nulla oltre il necessario: retention zero dove disponibile, altrimenti pochi giorni (anti-abuso).
Progetto reale — dati sensibili In locale / on-premise, ambiente controllato. I dati non escono dall’azienda.

Vuoi vedere la logica retention zero applicata? La demo chatta con i tuoi documenti gira nel tuo browser: puoi provarla con un file finto e verificare che nulla lasci il tuo dispositivo.

GDPR in pratica, senza fuffa

Non ti riempio di sigle. Tre principi che seguo davvero quando costruisco:

  • Minimizzazione. All’AI do solo i dati che servono a fare quel compito, non l’intero archivio. Meno superficie, meno rischio.
  • Base giuridica chiara. Quando ci scriviamo per un preventivo o per capire se automatizzare, il trattamento dei tuoi dati di contatto si regge sull’esecuzione di misure precontrattuali richieste da te — è normale corrispondenza commerciale, non profilazione.
  • I tuoi diritti restano tuoi. Accesso, rettifica, cancellazione: sono diritti del cliente e dei suoi interessati, e li rispetto. Se mi chiedi di eliminare un esempio che mi hai mandato, lo elimino.

Come tratto i dati di chi visita e contatta questo sito lo trovi per esteso nella pagina privacy, e le condizioni generali nelle note legali. Ripeto: sono un tecnico, non un legale. Se hai un DPO o un consulente privacy, quello che leggi qui gli serve per capire come lavoro; le valutazioni formali le fa lui.

Settori sensibili: commercialisti, studi legali, sanità

Se lavori con dati particolarmente delicati, il tema «dove vanno i dati» non è un dettaglio, è il progetto. Per questi casi l’elaborazione locale e la verifica umana non sono un’opzione, sono il punto di partenza. Ho pagine dedicate a come affronto proprio questi contesti:

Domande sui tuoi dati e l’AI

Se uso un tuo strumento AI, i miei dati vanno ad addestrare un modello?

No. Nei progetti reali uso le API a pagamento dei fornitori (OpenAI, Anthropic e simili), che per contratto non usano i dati inviati via API per addestrare i loro modelli e li tengono in retention zero o per pochi giorni ai soli fini anti-abuso. È diverso dalla versione web gratuita di ChatGPT, dove per impostazione predefinita le conversazioni possono essere usate per il training. Quando i dati sono sensibili, elaboro in locale e non escono nemmeno via API.

Le demo di questo sito vedono i miei dati?

No. Le demo che trovi sotto /strumenti/ girano dentro il tuo browser: quello che scrivi resta sul tuo dispositivo, non viene inviato a un server, non viene salvato e non arriva a me. Servono a mostrarti la logica dello strumento, non sono il servizio reale. Puoi incollare un esempio finto e vedere come ragiona senza rischi.

Dove finiscono fisicamente i dati quando lavoriamo davvero insieme?

Dipende dalla sensibilità. Per dati ordinari uso API configurate perché il fornitore non usi i dati per addestrare i modelli e non li conservi oltre il necessario: retention zero dove il fornitore la offre, altrimenti conservazione di pochi giorni ai soli fini anti-abuso. Per dati sensibili (documenti fiscali, dati sanitari, atti) posso far girare l'elaborazione in locale o su un ambiente controllato, in modo che i dati non escano dalla tua azienda. Decidiamo insieme, caso per caso, prima di iniziare.

Sei un DPO o un consulente privacy?

No, e non voglio spacciarmi per quello. Sono il tecnico che costruisce lo strumento e ti spiega in modo onesto dove passano i dati e come li tratto. Le valutazioni formali (nomina del responsabile, DPIA, informative) restano di competenza del tuo consulente privacy o del tuo commercialista. Questa pagina non è consulenza legale.

Posso far controllare a una persona quello che l'AI produce prima che parta?

Sì, ed è la modalità che consiglio per i casi delicati. Nei flussi che costruisco l'AI prepara la bozza — una risposta, un preventivo, un sollecito — ma l'invio resta un'azione umana: tu o un tuo collaboratore leggete e confermate. L'AI fa risparmiare tempo, non toglie il controllo.

Hai un dubbio preciso su dove finirebbero i tuoi dati?

Mandami il tuo caso — che tipo di dati tratti, cosa vorresti automatizzare — e ti dico onestamente dove girerebbero e cosa resterebbe dentro la tua azienda. Nessuna vendita: prima la fiducia, poi lo strumento.

Rispondo io, di persona. Se ci sono dati sensibili, puoi anonimizzarli: per capire il problema bastano.