Prezzi e scelte

Come scegliere un fornitore AI: le 10 domande da fare (e le mie risposte)

Hai due o tre preventivi sul tavolo e non sai da che parte prenderli. Questa guida è un quiz: dieci domande, per ognuna la risposta che vuoi sentire, quella che deve insospettirti e la mia. Segni un punto a risposta buona e in cinque minuti sai se firmare, chiedere chiarimenti o farlo leggere a qualcun altro.

Risposta breve

Un fornitore AI si sceglie con dieci domande scritte: chi costruisce, di chi resta il codice, dove vanno i dati, cosa succede se sparisce, quanto costa in un anno, come si misura. Se le risposte non tornano, il mio secondo parere su un preventivo costa 240 € + IVA e arriva per iscritto.

Per chi è: Titolari che confrontano preventivi

Aggiornato il 30 settembre 2026

Come si usa questo quiz

Prendi il preventivo, scorri le dieci domande e per ognuna cerca la risposta nel documento. Se c’è ed è quella buona, un punto. Se non c’è, zero: una cosa non scritta non esiste, anche se promessa a voce. In fondo trovi cosa fare con il punteggio.

Le domande valgono per qualunque fornitore, me compreso: sotto ognuna trovi anche la mia risposta.

Le dieci domande

1. Chi lo costruisce davvero? Vuoi sentire: nome e cognome di chi scrive il flusso e chi ti risponde quando si rompe. Ti insospettisce: «ci pensano gli sviluppatori», un commerciale che non sa dire chi mette le mani sul lavoro. Io: lo costruisco io, e sono io a rispondere. Per i sistemi grandi lavoro con un collega tecnico, e te lo dico prima.

2. Di chi è il codice, e dove sta? Vuoi sentire: il codice, le configurazioni e i prompt sono tuoi, consegnati in un repository o in una cartella che controlli tu. Ti insospettisce: «resta sulla piattaforma del fornitore», licenza d’uso, nessuna consegna dei sorgenti. Io: consegno tutto, con un documento che spiega come rimetterlo in piedi senza di me.

3. Dove vanno i miei dati? Vuoi sentire: quale modello, in quale Paese, se i documenti vengono usati per addestrare, chi vede i log. Ti insospettisce: «sono al sicuro» senza un nome di servizio e un contratto. Io: scelgo il modello con te (Claude, GPT, Gemini, DeepSeek o modelli locali) e, se i dati non devono uscire, lo installo in azienda.

4. Cosa succede se il fornitore sparisce? Vuoi sentire: continua a funzionare, hai gli accessi, un altro tecnico può prenderlo in mano. Ti insospettisce: account intestati al fornitore, abbonamenti che paga lui e ti rifattura. Io: ogni account è intestato a te, io ho un accesso che puoi revocare.

5. Quanto costa davvero in un anno? Vuoi sentire: una cifra una tantum più i consumi dei modelli, scritti in una fascia. Ti insospettisce: canone mensile con durata minima, «attivazione» bassa che nasconde il resto. Io: l’assistente su un canale costa 2.200 € + IVA una tantum, niente canone; i modelli a consumo, indicativamente 5-30 € al mese.

6. Come si misura che funziona? Vuoi sentire: un criterio scritto prima di partire, con un numero e una data. Ti insospettisce: «vedrai i risultati», demo bellissime su dati non tuoi. Io: il pilota a prezzo fisso costa 890 € + IVA con il criterio di successo scritto prima; se non lo raggiungo, il saldo non si paga.

7. Cosa resta a carico mio? Vuoi sentire: una lista onesta: controllo delle uscite, responsabilità sulle risposte ai clienti, dati da tenere puliti. Ti insospettisce: «fa tutto da solo». Io: ti dico prima cosa devi controllare e chi in azienda lo farà, altrimenti non parto.

8. Quanto ci mette a partire, e da cosa dipende? Vuoi sentire: una durata e le dipendenze: accessi al gestionale, esempi reali, una persona che risponde. Ti insospettisce: tempi contrattuali senza chiederti nulla. Io: prima elenco cosa mi serve da te; il calendario parte quando ho gli accessi, non alla firma.

9. Cosa succede quando si rompe o cambia qualcosa? Vuoi sentire: assistenza a ore, con tariffa scritta, senza obbligo. Ti insospettisce: manutenzione obbligatoria in abbonamento. Io: assistenza a chiamata, 80 € l’ora o un blocco di 10 ore a 750 € + IVA; niente canone.

10. Chi insegna alla mia gente a usarlo? Vuoi sentire: formazione sul tuo processo, con le tue persone, prima o insieme alla costruzione. Ti insospettisce: un video registrato e un manuale generico. Io: prima ti insegno l’AI sul tuo lavoro, poi costruisco il flusso. Le ore di formazione hanno un prezzo scritto e separato.

Il punteggio

  • 8-10 punti: il preventivo regge. Fatti mettere per iscritto le due risposte che mancano e firma.
  • 5-7 punti: manda al fornitore le domande senza risposta, via email, e aspetta che risponda per iscritto. Il modo in cui risponde dice più del preventivo.
  • Sotto 5: non è detto che sia un cattivo fornitore, ma il documento non ti permette di deciderlo. È il caso tipico del secondo parere.

Cosa dicono davvero i listini pubblici

Ho letto i listini pubblici di fornitori italiani il 30/09/2026, senza fare nomi. La formula che torna più spesso per un assistente WhatsApp è «attivazione più canone mensile, con durata minima»: per esempio 1.500 € di attivazione e 150 € al mese per almeno 12 mesi, cioè 3.300 € il primo anno e 1.800 € ogni anno dopo. Lo stesso fornitore, in alternativa, propone il pagamento una tantum a 2.900 €. Per l’assistenza dopo la consegna girano canoni tra 290 e 690 € al mese; la prima ora di consulenza si paga da 120 a 240 €.

Nessuna di queste cifre è uno scandalo. Il punto è la domanda 5: il preventivo più basso a pagina uno spesso è il più caro a dodici mesi.

Cosa cambia in pratica per una PMI o uno studio

Chi confronta preventivi guarda il totale e i tempi. Le dieci domande spostano lo sguardo su tre cose che pesano di più: il costo su un anno, la proprietà di quello che paghi e la possibilità di misurare se funziona. Per uno studio professionale conta in più la domanda 3, perché i documenti dei clienti non possono finire in un servizio qualunque; per una manifattura o un ufficio contano la 4 e la 9, perché il flusso deve reggere anche quando il tecnico è in ferie.

Un preventivo che risponde per iscritto a tutte e dieci è raro; uno che risponde a otto e dice onestamente come sta sulle altre due è un buon segno.

Cosa faccio io

Errori da evitare

  • Confrontare i totali di preventivi che non descrivono la stessa cosa. Prima allinea il perimetro (un flusso, un canale, quali dati), poi le cifre.
  • Accettare le risposte a voce. Se in riunione ti dicono «certo, il codice è tuo», chiedi che lo scrivano nel preventivo. Costa un’email.
  • Farsi impressionare dalla demo. Una demo su dati inventati dimostra che il fornitore sa fare demo. Chiedi di vederla sui tuoi documenti, anche cinque.
  • Dimenticare chi controlla. Un flusso che manda email ai clienti ha bisogno di una persona che legga le uscite, almeno all’inizio. Se nessuno ha quel tempo, il flusso va ridisegnato prima.
  • Firmare il canone «per stare tranquilli». La tranquillità viene dalla domanda 4, non dall’abbonamento.

Come si parte

Se vuoi che legga il tuo preventivo, scrivimi su WhatsApp o mandami il PDF via email a info@cangrandeai.it, con due righe su cosa dovrebbe fare il flusso. Ti rispondo per iscritto con le domande da rigirare al fornitore. Il primo confronto è gratuito; il secondo parere completo costa 240 € + IVA.

Domande frequenti

Quanto costa farsi leggere un preventivo AI da te?

240 € + IVA: un’ora sul preventivo e una risposta per iscritto con le domande da rigirare al fornitore. È un servizio a sé, indipendente dal resto.

Cosa ti mando per il secondo parere?

Il preventivo in PDF, due righe su cosa deve fare il flusso e con quali dati lavora. Se hai già uno scambio di email con il fornitore, meglio: spesso le risposte importanti stanno lì.

Un canone mensile è sempre un segnale negativo?

No. È legittimo se copre un servizio che consuma davvero (hosting, modelli, assistenza con ore dentro). È un problema quando paga solo il diritto di continuare a usare una cosa che hai già pagato. Chiedi cosa c’è dentro, riga per riga.

Il fornitore dice che i dati sono al sicuro. Basta?

No: chiedi in quale Paese sta il modello, se i tuoi documenti vengono usati per addestrarlo e chi ha accesso ai log. Se i dati non possono uscire, esiste l’AI in locale, sui tuoi computer.

Posso usare le dieci domande anche con un’agenzia grande?

Sì, anzi: più il fornitore è grande, più la domanda «chi lo costruisce davvero» e quella sul codice contano. Le risposte devono essere scritte, non dette a voce in riunione.

Vuoi vedere se ha senso per la tua attività?

Raccontami il problema con parole tue: un messaggio che ricevi spesso, una richiesta, una fattura che ricopi a mano. Ti dico onestamente se conviene automatizzarlo — e se non conviene, te lo dico. Si parte da un flusso piccolo e misurabile.

Rispondo io, di persona. Se ci sono dati sensibili, puoi anonimizzarli: per capire il problema bastano.